Archivi del mese: luglio 2013

There’s not another paradise

Tu

che fermi il tempo con un sorriso

hai forme sensuali

e sospiri struggenti.

Quale verità

mi hai rivelato

con i tuoi baci.

Io che sono

polvere passeggera,

con te avverto

il senso del tutto.

E tutto assume un senso

immenso.

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Le forme e le parole

Carte scritte e spiegazzate

sparpagliate

sulla scrivania

tra decine di libri

accavallati alla rinfusa

e riviste sgualcite

semiaperte

compongono geometrie inenarrabili.

Block notes

fitti di appunti

giacciono

in equilibrio precario

sull’orlo del precipizio.

Accanto,

le tazzine vuotate

dei miei caffé.

Tu,

che sei l’essenza,

mordimi.

 

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Walking (extra moenia)

Adesso che si sono addormentati tutti

scendi

e cammina un po’ con me

nel caos e nel cosmo.

Ordine esigono

tra le mura della fortezza.

Vieni, usciamo.

Fuori l’aria è fresca e crescono i fiori.

Alle tue domande sul senso delle cose

risponderò

baciandoti le labbra.

 

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Flusso di co(no)sc(i)enza

Libera

libra

la tua libertà

fuori dal limo,

fuori dai limiti

del Limbo.

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Eros oder Thanatos

L’aria calda di luglio sale

in spirali di vetro.

Ne scorgo assonnato le pigre evoluzioni

protetto dai balconi semichiusi.

Non vedo sostanziali differenze

tra la calma di un sabato e quella di un gatto sornione

che riposa in attesa della notte.

Nelle cicatrici delle sue orecchie graffiate

distinguo la passione.

Nei suoi occhi

chiusi dall’arsura del meriggio

leggo l’intrepida,

istintuale

pulsione

che sprigionerà stanotte

nel corso dell’epica battaglia.

Sbalordisco al vederlo

disinteressato a conoscere

se il suo padrone domani sarà Eros o Thanatos.

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Chemistry, mon amour!

La scienza dimostra

che l’amore è una questione chimica.

Ogni individuo razionale,

pertanto,

dovrebbe relativizzare l’amore,

depotenziarlo del suo romanticismo.

In fondo,

non è altro che

chimica!

Molecole insulse

che s’incontrano

e che non vorrebbero lasciarsi mai.

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My beloved Euridice

Il pianto dei poeti salva il mondo

che soffre,

come la musica di Orfeo

seduto sulla sua pietra

a piangere la sua

Euridice

lontana.

Euridice…

Euridice…

canta Orfeo

fino a commuovere

chi non ha nemmeno più un cuore

e piange

Orfeo

la sua Euridice.

Euridice…

Euridice…

canta Orfeo

e le parole faticano a uscire

soffocate dai singhiozzi.

Sgorgano le lacrime

che lui non sa contenere

come le note

dalla sua cetra.

(Puoi ascoltare qui)

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