Archivi del mese: aprile 2013

Diario pubblico – Il perché di questo diario

Apprendo con piacere della nascita on line del Diario pubblico di pordenonelegge.it gestito da uno scrittore giovane e capace, Simone Marcuzzi. In un periodo come questo, la voce dei giovani autori è importante per ridare significato alle cose che hanno perduto il loro vero valore. Le parole devono recuperare il loro significato originario, dopo che per vent’anni sono divenute solo parole, contenitori vuoti, maschere dietro cui si celavano gli inganni che hanno illuso tanti di noi. Quindi seguiamo con attenzione questo diario. In bocca al lupo, caro Simone, e bravi ancora quelli di pordenonelegge.it!

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Cosa vi avevo detto?

Italia ingessataCosa vi avevo detto?

A volte mi faccio paura da solo!

Fratelli d’Italia,

l’Italia s’ingessa.

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Il nuovo Presidente

io, disorientatoA pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente della Repubblica mi sento disorientato e, a dire il vero, scocciato per come il nuovo Parlamento stia affrontando le trattative. Da una parte si assiste a un dialogo malsano tra due rappresentanti politici, Bersani e Berlusconi, che prima si insultano e poi si baciano in bocca. Le loro inconciliabilità personali, politiche e ideologiche sono insormontabili; eppure l’uno non può fare a meno dell’altro. Non a caso, se alle scorse elezioni il candidato premier del PD fosse stato Renzi, piaccia o no, Berlusconi a quest’ora sarebbe estinto. In Italia i matrimoni gay non sono legali, ma di fatto in Parlamento se ne sta celebrando uno bello grosso!

Dall’altra parte, assisto al disperato tentativo del terzo incomodo, Beppe Grillo, che è diventato la parodia di se stesso, cioè è un comico che-non-fa-più-ridere che fa di nuovo ridere, ma per non piangere. In pratica, adesso che il M5S sta franando, propone in extremis a Bersani qualche nome appetibile, lasciando quest’ultimo in imbarazzo, dato che oramai ha già comperato l’anello nuziale e ha già prenotato il ristorante e tutto il resto per il matrimonio con l’altro B.

Fuori da tutto questo ci sono io, che assisto a questa cosa qui e che sento di avere un diritto, quello del voto, ma di aver esercitato questo diritto in assenza di una sostanza da eleggere, giacché mi era stata promessa pulizia, onestà, innovazione, che non credo ci saranno.

Chi sarà il nuovo Presidente? Ve lo dico io.

Il suo nome sarà Status Quo.

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Natura Morta

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aprile 12, 2013 · 5:53 pm

Giuliano Pasini hits again!

Foto 81Quando esce un bel romanzo è sempre una festa.

E Giuliano Pasini, fin dal suo esordio, ci ha abituato a festeggiare.

E’ uscito in libreria Io sono lo straniero (Mondadori, 15,90 Euro) e il romanzo non tradisce le aspettative. L’apoteosi di Pasini in Mondadori è più che giustificata.

La seconda puntata del commissario Serra, se possibile, risulta più avvincente del precedente Venti corpi nella neve.

La storia è ambientata nella Treviso del 2001, quando il commissario deve far fronte a una serie di misteriose sparizioni di giovani donne straniere clandestine.

Dato che si tratta di un thriller non rivelerò nulla della trama, ma si sappia che ciò che rende speciali le storie di Pasini, ovvero il linguaggio agile, poetico ed elegante e il ritmo incalzante, è più che consolidato in questa seconda opera. E’ un romanzo che si divora. Quando lo avrete finito di leggere, lo griglierete e ve lo mangerete.

Tra le tante qualità del romanzo, vi è in particolare un ritratto della città di Treviso, conosciuta nel mondo per le sparate del suo ex sindaco inventore della “razza-piave”, che rompe i consueti luoghi comuni e che mostra il grande amore di Pasini (originario dell’Emilia e trapiantato a Treviso) per il lato umano dei trevigiani, per il loro spirito di carità e per la straordinaria bellezza dei luoghi della città e della campagna circostante. In barba a chi li vuole tutti xenofobi e rozzi. Del resto, basta passeggiare un quarto d’ora per il centro della città il sabato pomeriggio per rendersi conto del melting pot che si è realizzato in questa  città ricca e florida, non solo dal punto di vista economico. Per inciso, io non sono di Treviso.

C’è anche da dire, per non sminuire il titolo e la trama, che la questione dello straniero non è affrontata nel romanzo solamente nella sua dimensione sociale, ma soprattutto nella sua sfera esistenziale. La domanda che pone il romanzo è questa: chi è lo straniero? E, di conseguenza, chi non lo è? Lo straniero è colui che si inserisce in un sistema ordinato, codificato, stereotipato, il più delle volte “ingessato” e lo mette in discussione, provocandone inevitabilmente la distruzione e la conseguente rigenerazione.

Chi ancora ritiene, succube di una campagna ideologica durata vent’anni in Italia, che lo straniero porti solo guai, ripensi alle figure di Edipo, Orfeo, Odisseo, e valuti se queste figure di stranieri, oltre che distruggere i sistemi che hanno intaccato, non abbiano contribuito a ricrearli più solidi di  prima.

E a chi non bastasse, provi a ragionare a cosa ne sarebbe stata dell’umanità se l’homo sapiens non si fosse ibridato con l’uomo di Neanderthal. Leggete questo articolo molto interessante e fatevi un’idea. Le contaminazioni fanno la forza dell’umanità. Ciò che si mantiene troppo rigido, prima o poi è destinato a spezzarsi.

Mi auguro che il pubblico dei lettori italiani, pochi ma buoni, scelgano di acquistare e leggere questo thriller. Perché merita.

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10 trucchi per far sbollire l’incazzatura degli italiani attraverso la televisione

italian waching tv1. Aprire i telegiornali parlando della pericolosissima minaccia comunista nordcoreana, che minaccia che in futuro avrà le armi necessarie per far del male agli odiati USA, ma che per adesso ha missili che vanno a gas prodotti dalla digestione dei legumi;

2. Aprire i telegiornali con le parole del papa, che raccomanda di volersi bene sempre e comunque;

3. Aprire i telegiornali mostrando che non è come sembra, ma che in realtà in Parlamento stanno provando a mettersi d’accordo;

4. Aprire i telegiornali annunciando il bollino rosso sulle autostrade italiane per Pasqua e pasquetta, quando invece nelle autostrade non c’è un’anima;

5. Riempire i palinsesti di cazzate (tecnica, peraltro, ormai consolidata);

6. Parlare il più possibile di sport;

7. Parlare il più possibile di disastri naturali come valanghe o slavine, bombe d’acqua alle Mauritius o affini di cui i politici italiani non possono essere responsabili;

8. Parlare di processi di cui non gliene frega niente a nessuno come quello Scazzi, che già dal nome la dice lunga su quanto interessa agli spettatori;

9. Dio, grazie se fai morire al momento opportuno qualche artista amato come Jannacci o Califano;

10. (trasmigro nel web, ma vedrete che merita) Riesumare Valeria Marini alla ricerca dell’anello nuziale.

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