Archivi del mese: marzo 2012

Apollofane è 19° su IBS

Cari amici,

la notizia è lieta. Il mio Apollofane e il reduce di guerra oggi è classificato diciannovesimo tra gli e-book più venduti su uno dei bookstore più importanti, http://www.ibs.it.

E’ un risultato importante, se si pensa che la promozione di questo romanzo è stata pari a zero.

Continuate a passare parola.

E grazie a tutti per la fiducia.

Lascia un commento

Archiviato in Letture/Pensieri

La legge dell’odio

Un romanzo potente. Prepotente. Sfacciato e coraggioso.

Il neofascismo degli anni Sessanta-Settanta è letto in chiave mitologica attraverso le vicende del protagonista, Stefano Guerra, un idealista, a modo suo, che si scontra brutalmente contro la decadenza del suo tempo e che riguarda anche, anzi, soprattutto, i suoi stessi camerati. Coloro che dovrebbero purgare l’Italia borghese e democratica dallo svilimento democratico, filoamericano e filocomunista del secondo dopoguerra. A sue spese, Guerra scopre che i puri non esistono neanche dalla sua parte. La spirale di violenza generata dal terrorismo neofascista produce una forza centripeta da cui non ci si può divincolare e che non genera ordine né procaccia onore. Le opere di violenza generano soltanto disordine e disonore.

Stefano Guerra è mosso alla violenza dall’ira, più che dall’ideologia. Le ideologie sono le favole della ragione. Pillole allucinogene. Ben presto Guerra se ne rende conto. Nessuno in realtà crede più nelle idee. Sono solo specchietti per le allodole. C’è spazio solo per la violenza. Una violenza disumana. Dirompente. Come un Achille a cui non importa nulla di vivere.  In questo mondo dove le idee sono morte e non c’è spazio per la nobiltà, Stefano Guerra è l’unico (l’ultimo) duro e puro. A modo suo, intendiamoci. A muovere questo antieroe sono due divinità opposte: Ares e Afrodite. Si sa, gli opposti si attraggono. E, se nell’antichità Ares con Afrodite ci scopava pure (e tra l’altro ci aveva fatto pure una figlia che si chiamava Armonia), anche Stefano-Ares ha la sua Antonella-Afrodite. Ma tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta non c’è spazio per Armonie. Il declino dell’umanità scende lungo un declivio piuttosto scosceso e, come una valanga primaverile, lungo il suo percorso non incontra resistenze di alcuna sorta. Tutti giù nella bocca del dinofelis, il dinosauro che nella preistoria si pappava i primi uomini, lasciando intatta solamente la testa. La morte è la condanna ingiusta e sommaria che accomuna vittime e carnefici. E non c’è spazio per nessun appello. La legge dell’odio lascia l’amaro in bocca, ma va rispettata, in quanto legge. Dura lex, sed lex, diceva quello.

Garlini ha scritto un capolavoro. Il suo capolavoro, a mio avviso.

Lascia un commento

Archiviato in Letture/Pensieri