Archivi del mese: maggio 2013

Speculazioni

Le hai lette le statistiche,

le notizie sull’andamento del Pil negativo,

sulla fibrillazione della democrazia?

Gli opinionisti sono pro e sono contro.

Ma i fiori del giardino, amore mio, si bagnano

una volta al giorno,

la sera, prima di dormire.

Sono le nuvole le creature perfette,

essenziali, evanescenti.

Ciò che resta

del loro passaggio

è un tenero sollievo.

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Cosa c’è che non va

C’è della disperazione nelle cifre dell’astensionismo.

C’è sconforto. Rabbia.

Rassegnazione.

Ci sono anche le lacrime di tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per regalare a noi il diritto del voto.

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Decalogo del buon utente di un social network

1. Verba volant, scripta manent;

2. Non è poi così necessario sbandierare ai quattro venti i propri gusti;

3. Non è poi così necessario sbandierare le proprie debolezze;

4. Tra scrivere un’indiscrezione e non scriverla, è sempre preferibile non scrivere;

5. Se si ha il dubbio di stare per scrivere un’idiozia, è sempre meglio non scrivere. Se poi la si scrive, ritenendo di aver svelato all’umanità una qualche massima, allora si è degli idioti cronici e non c’è proprio niente da fare;

6. Non è obbligatorio mantenere i contatti con gli scocciatori;

7. Non è obbligatorio consentire l’amicizia via social network a cani e porci;

8. Non è obbligatorio pubblicare le proprie fotografie e i propri dati personali;

9. Non è carino pubblicare le fotografie altrui, se non se ne ha il permesso;

10. Non è obbligatorio aprire un profilo su un social network.

 

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Recensisco Flumen

Foto 56In una città arsa dall’estate il commissario Capuano deve far fronte a degli strani omicidi. Le vittime sono tutti benzinai, legati mani e piedi e arsi vivi con la benzina. Vittime di una sorta di rituale. I primi sospetti cadono sulle sette sataniche e soprattutto su un benzinaio, Edmondo, molto particolare. Si tratta di una sorta di intellettuale che ha formulato una teoria molto bizzarra: egli infatti ritiene che i barboni siano delle divinità al servizio di forze mavagie e che tramino qualcosa di tremendo. Ritiene inoltre che i barboni celino una sorta di legame oscuro con i benzinai e che tale legame nasconda un mistero profondo, capace di dcrittare grandi verità sul mondo e sull’intero universo.

Un giallo poetico e godibilissimo, con un finale a sorpresa davvero imprevedibile.

Un giallo che fa capire come oggigiorno un genere nato e classificato come letteratura di serie B possa invece sfornare a tutti gli effetti opere di serie A.

Perché non vediamo mai un giallo finalista di un premio letterario che non sia un premio di genere? Perché non si premiano i polizieschi al Campiello? O allo Strega? Ormai non è più il caso di relegare i romanzi polizieschi al loro ambito specifico perché, come questo di Filippo Strumia, vanno ben oltre il loro genere. Per di più, i gialli sono i più venduti. Non siamo più ai tempi di Van Dine, su.

Bravo Strumia. Voto: 9

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Che cosa sono le nuvole

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maggio 17, 2013 · 5:05 pm

Giuliano Pasini a Pordenone

Chi si fosse perso l’incontro con Giuliano Pasini al Pnbox di Pordenone per la presentazione del suo ultimo thriller Io sono lo straniero (Mondadori, Omnibus Italiani) (di 7 miliardi di persone che vivono sulla Terra, circa 6 miliardi 999 milioni 999 mila 950 se lo sono perso di sicuro), per fortuna  può porre rimedio grazie a Internet. A questo indirizzo potete gustare un estratto della serata.

Per uscire dalla crisi c’è un solo modo: essere solidali e partecipi l’uno per l’altro. Se ci chiudiamo ciascuno nel proprio guscio, prima o verremo inghiottiti dal nostro piccolo piccolo mondo e ci annichiliremo come atomi senza elettroni.

Buona visione e passate parola, mi raccomando.

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Alla fine di un’infanzia felice

Alla fine di un'infanzia felice

L’ultimo romanzo di Gian Mario Villalta parla della vita.

Potrebbe sembrare un enunciato banale; quale romanzo non parla della vita?

Eppure non è così banale. Bisogna tenere conto, infatti, che Villalta, prima di tutto, è un grande poeta. E ciò che fa un grande poeta è andare al senso profondo delle parole. La parola “Vita” è, direi, l’ossessione letteraria di Villalta. Il suo motivo di indagine preferito. Il suo tormento. La sua dolce agonia.

La vita di cui  Villalta si serve per questa riflessione è quella del protagonista del romanzo, Guido, un insegnante che lavora come editor in una piccola casa editrice e che più volte ha dimostrato di saper fare le scelte giuste in campo editoriale. Un giorno gli capita per le mani un testo inviato da un certo Sergio, che si rivelerà man mano che Guido legge un suo amico d’infanzia perso  di vista da tempo. Il manoscritto che Guido legge e il suo passato incominciano presto a incrociarsi nella trama, finché a invischiarsi in questo intreccio ci rimane anche il presente di Guido.

L’interesse di Villalta in tutto ciò sta nell’interazione che incorre tra la vita di Guido e la vita narrata nel manoscritto che via via si incrociano fino a divenire quasi una cosa sola. Anzi, senza quasi.

Il mondo è fatto per finire in un bel libro, diceva Mallarmé. E’ di questo che stiamo parlando. La vita che finisce in un bel libro e un bel libro che finisce per cambiarci la vita. Penso a quando ho finito di leggere “Guerra e pace”. Non ero più lo stesso di quando l’ho incominciato: di colpo i confini tra me e il mondo erano spariti.

La riflessione a cui questo romanzo ci invita è molto profonda e attuale. Vale a dire che in un’epoca di crisi maledetta come la nostra (e quindi, necessariamente, di cambiamento) è importante riflettere sulla materia di cui la vita è composta. Ma se da un punto di vista chimico-fisico-biologico la materia vitale è analizzabile attraverso la scienza, non lo è altrettanto precisamente da un punto di vista umano poiché la disciplina competente, la letteratura, non è altrettanto esatta, dal momento che essa procede la sua indagine per parabole. Il risultato dell’indagine della letteratura sulla vita non è mai un numero; eppure, dopo aver letto, ci resta qualcosa.

Se è vero che la vita ha avuto banalmente origine da ammoniaca, metano e da altri gas, è altrettando vero che della vita noi intuiamo un complesso e profondo mistero che va oltre il metano (e gli altri gas). E proprio su questo mistero la letteratura ci aiuta a riflettere (come la religione o la filosofia, ma con più sentimento!), a volte arrivando persino a cambiare la nostra vita, e ad avvicinarci a tale  mistero.

A volte, è vero, leggiamo per svago. Ma non è mai meramente per svago.

Chapeau, Gian Mario!

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