Archivi del mese: febbraio 2012

Il booktrailer di Apollofane su youtube

Ecco finalmente il booktrailer di Apollofane e il reduce di guerra.

La qualità del video è così così, ma è tutto fatto in casa, dalle musiche al montaggio. Prendetelo com’è.

Se volete vederlo, cliccate qui

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Being il principe Andrej Bolkonskij

Non è Austerlitz. E’ il cielo di oggi visto da Piancavallo.

C’è visione più rasserenante di quella del cielo?

C’è colore più rassicurante di questo limpido azzurro ?

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L’invidia è davvero una brutta bestia

l'immagine l'ho presa da wiki. basta cliccare e si arriva alla pagina

“#1222 da Dragoil 14/2/2012 scrive:

Mi vergogno di essere italiano e scrittore. Se il romanzo del Pasini avesse avuto il benché minimo valore letterario sarebbe stato pubblicato dal gruppo Mauri Spagnol e così non è avvenuto. Ciò dovrebbe vanificare gli sforzi di questo torneo e far decidere al gruppo di selezionare editor più preparati. Ma non è questo il caso. Non mi è difficile pensare che per lanciare il romanzo del direttore di filiale di una delle più importanti agenzie di pubblicità e marketing d’Italia (Pasini), e per lanciare altresì una nuova collana editoriale (Fanucci) sia entrato in campo D’Orrico, per il quale parlano su tutti le insulse interviste del corso di scrittura del Corriere. Se Pasini è una stella i Conan Doyle, gli Allan Poe, le Agatha Christie, i Chesterton, i Chandler, sono delle costellazioni. E se per un commissario (Serra) che risolve i casi alla Ricciardi, dalla splendida penna di De Giovanni, e danza scopiazzando la protagonista de “La Strega di Portobello” del portatore sano di valori inutili che è Coelho, bisogna spendersi in questo modo, ecco spiegato il balzo indietro di questa nostra narrativa che innalza i mediocri e nasconde i talenti. A nulla serve sapere che il “killer” del romanzo del Pasini cambia il colore dei suoi occhi (uno azzurro e uno verde) quando è preso dal raptus e piange lacrime di sangue, D’Orrico sembra trascurare gli imperdonabili buchi neri della storia e le incongruenze dell’intreccio. Pensa a Pasini come a una stella. Forse è solo un meteorite perché le stelle illuminano invece i meteoriti sono pericolosi. Com’è pericoloso innalzare i mediocri. E per favore non si può sempre risolvere tutto con la storia del rosicamento. La questione va ben al di là della mia inutile vita e opera. Si tratta di difendere ciò che di buono resta oggi di questa cosa tanto bistrattata che si chiama Letteratura. Che è strettamente connessa con i valori della Vita.”
Ho preso questo post da qui. Per chi non lo sapesse, si parla del thriller di Giuliano Pasini “Venti corpi nella neve” che, dopo aver vinto meritatamente il Torneo Ioscrittore nel 2010, è stato pubblicato in cartaceo da Fanucci e adesso si è imposto come libro del momento. Meritatamente. Del libro trovate anche una mia recensione qui.
Ora. Al di là del fatto che il romanzo di Pasini possa piacere o non piacere, ritengo che riempirsi la bocca di frasi gaberiane come “mi vergogno di essere italiano” e scrittore (bisogna vedere chi lo ha laureato a questo qui “scrittore”!) e di altre espressioni altisonanti (valore letterario) per attaccare un romanzo di successo di un emergente costituisca una mera manifestazione del sentimento più ignobile che l’uomo possa provare: l’invidia. Triste. Davvero triste. In fondo è fisiologico che un romanzo di successo venga criticato, anche aspramente. E’ sempre successo e sempre succederà.
Ma che gli attacchi vengano da uno che si firma “Drago”, la cosa prende una piega davvero ilare.

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Apollofane e il reduce di guerra è su anobii

Cari tutti,

se volete inserire Apollofane e il reduce di guerra nella vostra libreria di anobii, da oggi potete farlo. Forza con le recensioni, mi raccomando! Basta cliccare sul titolo o sulla copertina.
More about Apollofane e il reduce di guerra

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Generazione di sfigati

Leggo qui, e prima ancora qui, che la mia è una generazione cresciuta a pane e cartoni animati. Che questa sovraesposizione alla televisione ha reso me e i miei pari degli eterni adolescenti, incapaci di crescere, di divenire adulti responsabili e incapaci di “uccidere”, edipicamente parlando, i nostri padri.

La cosa terribile di tutto ciò è che è vero.

La causa del fatto che non riusciamo a svecchiare la politica risale a Bim Bum Bam.

La ragione per cui l’economia non cresce è dovuta a Mila e Shiro.

Il fondamento dell’attuale disoccupazione dei trenta quarantenni è Goldrake.

Se non l’avete ancora capito, stavo facendo dell’ironia. Roberto Saviano è nato nel 1979 e non è certo un bamboccione. L’idea che mi sono fatto è che la mia generazione sia ancora una volta presa di mira dai gheronti che non hanno alcuna intenzione di mollare le redini del potere e che cercano in tutti i modi di svilirci per tenerci lontani dai palazzi del potere. Chi vuoi che lo voti quel bamboccione! Dicono di ogni giovane che si affaccia alla politica. Quello di sicuro è ancora a casa dalla mamma. Si butta in politica perché è disperato, non sa fare altro. Lascia che ci metta la faccia io, dicono i vecchi, che a me mi conoscono. Vedrai che poi se ti vedono con me, poi ti votano anche a te.

E così la nostra è una generazione in eterna gavetta. In eterna rincorsa. La spallata tarda ancora ad arrivare.

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Lettera ad una popstar che vuole scrivere un libro

Cara popstar, cantante, comico, attore, politico, calciatore che tu sia,

se proprio non riesci a resistere all’impulso di scrivere un libro che finirà in cima alle classifiche per mesi, ti scongiuro, prima di cimentarti sui tasti del tuo pc, osserva il seguente decalogo:

1. prova a non parlare di te stesso;

2. scrivi una storia originale e vagamente stimolante per rispetto verso il pubblico che, comunque, sai che comprerà il romanzo;

3. leggi un po’ prima di metterti a scrivere;

4. prova a mandare il tuo manoscritto alla casa editrice con uno pseudonimo, così la casa editrice lo snobberà come fa con tutti gli altri manoscritti;

5. se proprio non ce la fai, prova almeno a pubblicare il romanzo con un falso nome, così da vedere se è il romanzo a valere o vale solo perché l’hai scritto tu;

6. se proprio devi scrivere perché magari te lo chiede un editore, rifletti se in effetti hai qualcosa da dire veramente;

7. non scrivere libri di ricette, se non sai cucinare;

8. non scrivere storie d’amore, se non sai amare;

9. non fare il film del tuo romanzo. Fa’ direttamente il film, che ci risparmi metà dell’agonia;

10. sulle copertine, sorridi. Non assumere pose da finto intellettuale. Sembri un deficiente.

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Paper book vs e-book… the winner is…

Leggo l’ennesimo articolo sulla disfida tra il libro di carta e l’e-book e dico: “Uff!”.

Vincenzo Latronico (il cui articolo trovate qui) riflette sulla “diatriba vince-l’elettronico-oppure-sopravvive- la-carta-che-fruscia-e-che-fragra”?

Solo la settimana scorsa, ecco un articolo di Antonella Fiori  su “L’Espresso”, che potete leggere qui. E poi altri, come Stefano Mauri, leader maximo di GeMS, nonché detentore dei diritti sul mio e-book per altri 19 anni, sempre su “L’Espresso” (ma è solo l’ultimo dei suoi interventi sull’e-book), che potete leggere cliccando qui. Insomma, vince l’e-book o il libro di carta? Se ne vanno in malora i diritti d’autore? In futuro gli scrittori si avvarranno solo del self publishing e della promozione online? L’e-book segnerà la fine delle librerie? Gli e-book sono destinati ad essere fagocitati nella spirale della pirateria che già impera nella rete e quindi decreterà la morte del mercato editoriale?

Che due coglioni, ragazzi!

Guardate. A Francoforte, dove il sindaco è donna, dove il sito è leggibile in otto lingue diverse, dove il grado di civiltà è palesemente superiore al nostro nonché nettamente più avanzato, dicevo, nella biblioteca pubblica di Francoforte è già attivo e ben funzionante un servizio di prestito bibliotecario di e-book. Se andate qui ve ne potete rendere conto, purché capiate il tedesco.

E allora cosa stiamo tanto a discutere?

L’e-book non è una proiezione fantascientifica su cui si possono costruire castelli in aria. E’ una realtà. Virtuale, ma è una realtà. Mentre noi in Italia siamo ancora qui a fantasticare sul sesso degli angeli, all’estero i lettori forti comprano  i libri ormai solo in formato e-book. In Italia i lettori forti, ossia chi compra dai quattro ai cinque libri a settimana e chi legge almeno tre-quattro libri a settimana, scaricano gli e-book dai siti pirati (e se ne vanno a farsi benedire tutti i vincoli morali del caso. Ah, tra l’altro, Latronico nel suo articolo ammette di scaricare e-book pirata gratis e nessuno gli fa niente? Bel Latro…nico!). O scaricano gli e-book pirati, dicevo, o  si dimostrano diffidenti verso le nuove tecnologie asserendo che non possono fare a meno dell’odore della carta e bla bla bla. Ma quale odore della carta? Per piacere! Ma quale frusciare? Siamo in una segheria o parliamo di libri?

Il valore di un libro non sta nel suo supporto materiale. Serve che lo dica io?

Negare che l’e-book soppianterà il cartaceo sarebbe come vivere nel 1450 e negare che la stampa soppianterà il manoscritto. E questo è un dato di fatto. E’ solo questione di tempo.

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