Recensisco Flumen

Foto 56In una città arsa dall’estate il commissario Capuano deve far fronte a degli strani omicidi. Le vittime sono tutti benzinai, legati mani e piedi e arsi vivi con la benzina. Vittime di una sorta di rituale. I primi sospetti cadono sulle sette sataniche e soprattutto su un benzinaio, Edmondo, molto particolare. Si tratta di una sorta di intellettuale che ha formulato una teoria molto bizzarra: egli infatti ritiene che i barboni siano delle divinità al servizio di forze mavagie e che tramino qualcosa di tremendo. Ritiene inoltre che i barboni celino una sorta di legame oscuro con i benzinai e che tale legame nasconda un mistero profondo, capace di dcrittare grandi verità sul mondo e sull’intero universo.

Un giallo poetico e godibilissimo, con un finale a sorpresa davvero imprevedibile.

Un giallo che fa capire come oggigiorno un genere nato e classificato come letteratura di serie B possa invece sfornare a tutti gli effetti opere di serie A.

Perché non vediamo mai un giallo finalista di un premio letterario che non sia un premio di genere? Perché non si premiano i polizieschi al Campiello? O allo Strega? Ormai non è più il caso di relegare i romanzi polizieschi al loro ambito specifico perché, come questo di Filippo Strumia, vanno ben oltre il loro genere. Per di più, i gialli sono i più venduti. Non siamo più ai tempi di Van Dine, su.

Bravo Strumia. Voto: 9

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