Giornata internazionale della felicità

Oggi è la Giornata internazionale della felicità.

Ssorriso stilizzatoarei banale nel dire che il fondamento della felicità è puramente soggettivo. Varia a seconda del livello culturale di una persona, del suo stato sociale, del suo trascorso e da moltissimi altri fattori. Per alcuni, ad esempio, felicità è avere tanti soldi. Per altri una bella macchina. Ma per alcuni queste cose non significano niente.

Ci sono delle circostanze in cui tutti possiamo dire di riconoscere la felicità, che capiti a noi o ad altri. Provo a elencarne alcune a caso: la fine di una malattia, il sorriso di un figlio, il ritorno di una persona cara lontana da tanto tempo, le fusa di un gatto, la cioccolata a fine pasto, il caffé.

Per alcuni la felicità è effimera. Per altri solo un inganno.

Per alcuni, però, e io sono con loro, la felicità cammina di pari passo con la virtù. La felicità, come la virtù, è possibile a ogni livello sociale e a qualsiasi condizione. Certo, non è eterna e non lo è neppure la virtù; ma non lo siamo nemmeno noi. Per questo credo che la felicità, intesa come compimento della virtù, sia l’unica perseguibile. Perché è un miracolo tutto umano.

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