Decalogo di ciò a cui non vorrei assistere a una settimana dalle elezioni (a cui continuerò ad assistere)

1. A comizi in luoghi chiusi dove i candidati si trincerano mostrandosi forti all’interno del loro piccolo habitat.

2. A comizi in luoghi aperti dove folle osannano chi non è il Messia.

3. A comizi conditi di slogan.

4. A comizi privi di contenuti programmatici.

5. A candidati con i loro nipoti.

5 bis. A canddiati con fidanzate che, anargaficamente, potrebbero essere le loro nipoti.

6. A candidati con i loro cani (cani nel senso di animali).

7. A candidati che litigano a distanza e che non dibattono tra loro, ridicoli quanto due pugili che si insultano via Skype, ma che non hanno il fegato di affrontarsi sul ring.

8. A candidati che continuano a non ascoltare le reali esigenze dei cittadini e che giocano a spararle uno più grossa dell’altro.

9. Ai tweet dei politici (c’è qualcosa di più grottesco?)

10. All’uso di espressioni prive di senso come “voto utile”, “voto di protesta”, “antipolitica”, “astensione dal voto” (chi non voterà non si asterrà, bensì manderà un messaggio ben preciso. Sono i politici che si astengono dal fare ciò che dovrebbero fare) und so weiter…

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