Io non voglio… io pretendo

Io pretendo di vivere in una città come Curitiba, città ecologica del Brasile con 55 metri quadrati di verde per persona. Non cinque centimetri quadrati risicati, come qua. E’ la prima isola pedonale del mondo. Ogni cosa costruita a Curitiba è pensata per l’ecosostenibilità. Nel 1950 contava 300 mila abitanti. Negli anni Novanta ha sfondato i due milioni. Ha affrontato gravi problemi come la disoccupazione, il traffico, la malavita, il degrado, e oggi è la prima città ecologica del mondo.  L’energia utilizzata è tutta di natura biologica. Dunque, cari miei, si può fare.

In questa campagna elettorale mi aspettavo una svolta. Un cambio di rotta netto. Perché da una crisi si esce solo con grandi idee rivoluzionarie.

Invece stiamo assistendo alla mercificazione dei voti con denaro altrui da una parte, e a pallide prospettive di alleanze, tanto improbabili quanto instabili dall’altra, tra candidati troppo cauti e paurosi.

Non esiste politica estera nella mente dei candidati alle prossime elezioni, che sarebbe il volano principale per sfuggire alla morsa di un sistema economico logorato e incancrenito come il nostro.

L’ottusità non ci porterà da nessuna parte.

Chissà se a Curitiba c’è un posto anche per me.

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