L’invidia è davvero una brutta bestia

l'immagine l'ho presa da wiki. basta cliccare e si arriva alla pagina

“#1222 da Dragoil 14/2/2012 scrive:

Mi vergogno di essere italiano e scrittore. Se il romanzo del Pasini avesse avuto il benché minimo valore letterario sarebbe stato pubblicato dal gruppo Mauri Spagnol e così non è avvenuto. Ciò dovrebbe vanificare gli sforzi di questo torneo e far decidere al gruppo di selezionare editor più preparati. Ma non è questo il caso. Non mi è difficile pensare che per lanciare il romanzo del direttore di filiale di una delle più importanti agenzie di pubblicità e marketing d’Italia (Pasini), e per lanciare altresì una nuova collana editoriale (Fanucci) sia entrato in campo D’Orrico, per il quale parlano su tutti le insulse interviste del corso di scrittura del Corriere. Se Pasini è una stella i Conan Doyle, gli Allan Poe, le Agatha Christie, i Chesterton, i Chandler, sono delle costellazioni. E se per un commissario (Serra) che risolve i casi alla Ricciardi, dalla splendida penna di De Giovanni, e danza scopiazzando la protagonista de “La Strega di Portobello” del portatore sano di valori inutili che è Coelho, bisogna spendersi in questo modo, ecco spiegato il balzo indietro di questa nostra narrativa che innalza i mediocri e nasconde i talenti. A nulla serve sapere che il “killer” del romanzo del Pasini cambia il colore dei suoi occhi (uno azzurro e uno verde) quando è preso dal raptus e piange lacrime di sangue, D’Orrico sembra trascurare gli imperdonabili buchi neri della storia e le incongruenze dell’intreccio. Pensa a Pasini come a una stella. Forse è solo un meteorite perché le stelle illuminano invece i meteoriti sono pericolosi. Com’è pericoloso innalzare i mediocri. E per favore non si può sempre risolvere tutto con la storia del rosicamento. La questione va ben al di là della mia inutile vita e opera. Si tratta di difendere ciò che di buono resta oggi di questa cosa tanto bistrattata che si chiama Letteratura. Che è strettamente connessa con i valori della Vita.”
Ho preso questo post da qui. Per chi non lo sapesse, si parla del thriller di Giuliano Pasini “Venti corpi nella neve” che, dopo aver vinto meritatamente il Torneo Ioscrittore nel 2010, è stato pubblicato in cartaceo da Fanucci e adesso si è imposto come libro del momento. Meritatamente. Del libro trovate anche una mia recensione qui.
Ora. Al di là del fatto che il romanzo di Pasini possa piacere o non piacere, ritengo che riempirsi la bocca di frasi gaberiane come “mi vergogno di essere italiano” e scrittore (bisogna vedere chi lo ha laureato a questo qui “scrittore”!) e di altre espressioni altisonanti (valore letterario) per attaccare un romanzo di successo di un emergente costituisca una mera manifestazione del sentimento più ignobile che l’uomo possa provare: l’invidia. Triste. Davvero triste. In fondo è fisiologico che un romanzo di successo venga criticato, anche aspramente. E’ sempre successo e sempre succederà.
Ma che gli attacchi vengano da uno che si firma “Drago”, la cosa prende una piega davvero ilare.

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