I Metallica a Udine

I Metallica a Udine.

Gli dèi del metal, il 13 maggio, suoneranno a quaranta chilometri da casa mia. Un brivido ancestrale corre lungo la mia schiena. I Metallica, è inutile che mi ostini a negarlo, sono parte del mio dna.

D’accordo. Non ascolto più il metal. Adesso per me c’è la musica classica. L’opera. I cantautori importanti. Elio e le storie tese, certo. Il metal non più. Ma fa parte della mia storia.

Iniziai ad ascoltarlo all’inizio degli anni Novanta. Era un periodo piuttosto turbolento, in quanto a gusti musicali. Facevo il ginnasio e tutti i miei compagni avevano i loro idoli rock e pop. Cure, Clash, Sex Pistols per i più impegnati. Ac/Dc per quelli un po’ rustici. Io venivo da una classe delle medie dove impazzava il duello tra Madonna e Michael Jackson. Io stavo per Madonna perché il mio compagno di banco, un bocciato, aveva una foto di una tamarrissima Maria Veronica Ciccone tutta ricci e chiodo nero con la lingua fuori, che il mio compagno passava il tempo a limonare. “Vedi, così si limona con le ragazze” mi ripeteva prima di leccare la foto, nelle ore di Lettere. Insomma, Madonna andava bene per limonare. Sì, ma in quanto a musica, andiamo, non potevo mica andare in giro a dire che mi piaceva Madonna? Così poi arrivo al ginnasio. Era il tempo del Jovanotti di Sei come la mia moto, canzone ufo. Il più bravo della classe, grande intenditore di musica classica, un giorno mi si avvicina e mi sfotte per il mio adesivo inneggiante a Jovanotti. Io gli chiedo che cazzo vuole. Lui mi dice: “Se vuoi ascoltare musica vera, te lo porto io un disco“. Sono sempre stato un tipo umile, aperto alle esperienze. Perciò gli faccio sì, che mi interessa ascoltare musica vera. Il giorno dopo mi porta il doppo LP di Live after death degli Iron Maiden. E’ amore al primo ascolto. Fanculo a tutto il resto. Iron Maiden cento. Madonna zero. Jovanotti, poi, non ne parliamo. I miei sentono uscire quella musica dallo stereo e si fanno pallidi. Io li guardo e dico: “Il disco me l’ha dato Merisi!”. Questo basta a consolarli. Se me l’ha dato lui, qualcosa di buono ci avrà, quella musica diabolica. Altro che diabolica. Quella è adrenalina pura. Le note della chitarra di Dave Murray volano leggere come libellule di acciaio.

Quando torno a scuola, chiedo a Merisi se ha qualche altro disco da farmi ascoltare. Mi porta Kill’em all dei Metallica. E lì non ci vedo più. Da lì, corro con le mie gambe. Il migliore è Ride the lightning. Ma dove lo mettiamo And justice for all? Insomma. Il metal mi rivela la mia identità post adolescenziale. Non divento uno di quei metallari con i capelli lunghi, con i jeans stretti e le toppe dei gruppi metal cuciti dappertutto. Fuori resto un anonimo ginnasiale borghese. Dentro sono un vulcano. Il metal mi distingue dagli altri. Perché lo ascolto e non cado nei cliché. Questo è il segreto che mi insegnano James Hetfield e compagnia. Andare dritti verso la meta, senza finire nei binari precostituiti dagli altri. Anche i Metallica effettuano brusche sterzate, proprio per non rimanere sempre se stessi e per non restare imprigionati nei loro personaggi. Vogliono stupire prima di tutto se stessi. La prima sterzata è reale. Durante una tournee, il loro pullmann si cappotta e il loro secondo bassista, Cliff Burton, vola fuori dal finestrino. Muore schiacciato sotto il peso del pullman. Gli altri Metallica sopravvivono. Altre sterzate brusche? Beh il fatto che ultimamente abbiamo musicato dei testi di Lou Reed non vi sembra una bella sterzata?

Essere sempre se stessi. Anche se non si ascoltano più i Metallica. Spero che i ragazzi che andranno ad ascoltarli a Udine ci vadano consapevoli che avranno dinanzi degli autentici miti. Perché i Metallica non sono un cliché. Sono i Metallica. E non è da tutti.

(L’immagine l’ho trovata qui)

4 commenti

Archiviato in Letture/Pensieri

4 risposte a “I Metallica a Udine

  1. rc

    Posso pubblicarlo in Blogleomajor? Ho già un più di mezzo sì del Merisi…

  2. Sacrilegio.
    Hai confuso Cliff Burton con Kirk Hammet (il chitarrista che suona pentatoniche minori anche quando fa il caffè).
    Per punizione ascoltati Orion finchè non ti esce sangue dal naso.
    🙂

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